3)cartucce
Cartucce, bossoli, proiettili, innesco delle cariche
Le cartucce sono costituite da: bossolo, innesco, proiettile, carica di lancio.
Il bossolo
È la struttura portante della cartuccia ed ha il compito di contenere e posizionare tutti gli altri componenti; nel fondello è presente la sede del innesco che contiene il proiettile mentre il restante della camera contiene alla carica di lancio; il bossolo ha anche funzione di guarnizione in quanto durante la deflagrazione della carica di lancio, si dilata aderendo alle pareti della camera di cartuccia impedendo ai gas in espansione di uscire dalla culatta. Un'altra sua funzione è quella di garantire una protezione adeguata agli elementi alterabili della cartuccia. I bossoli sono costruiti con diversi tipi di materiali in base all'uso a cui sono destinati nude, delle armi con canna d'anima liscia, il bossolo solitamente a un corpo di plastica o di cartone che viene supportato da un fondello in ottone; questi materiali possono essere utilizzati in quanto la pressione è alquanto bassa. I bossoli, destinati alle armi con canna ad anima rigata, sono metallici non ho pezzo tranne qualche tipologia, in quanto devono supportare alte pressioni durante la deflagrazione. Il materiale più usato per creare questi bossoli e una speciale lega di ottone; altri materiali utilizzati sono all'acciaio dolce placcato e l'alluminio trattato. Un bossolo si distingue per possedere diverse parti che si distinguono in base al tipo:
- corpo: è la parte compresa tra l'orlo dell'apertura superiore dove viene inserito il proiettile e la base.
- fondello: è la chiusura del bossolo e fugge da piano di contrasto con la faccia dell'otturatore; al centro del fondello è posta la sede del innesco.
- Collarino: è la corona circolare esterna al fondello dove si aggancia l'estrattore dell'arma; se il bossolo ha un diametro inferiore al collarino, quest'ultimo ha anche la funzione di superficie d'arresto.
- La scanalatura: è il solco che percorre tutta la circonferenza del fondello appena sopra al collarino.
- La spalla: normalmente e presente nei bossoli che hanno forma di bottiglia e ha il compito di unire il corpo del bossolo al colletto.
- il colletto e la parte, se il bossolo, destinata a ricevere il proiettile e a mantenerlo in sede.
In base alla forma, il bossolo di una determinata cartuccia può subire queste classificazioni:
- cilindrico (pareti dritte)
- tronco-conico (pareti convergenti)
- forma di bottiglia (corpo cilindrico raccordato a colletto)
- Il fondello può anch’esso assumere forme diverse:
- con collarino (il fondello presenta un collarino di diametro superiore a quello del corpo del bossolo)
- semiflangiato (simile alla precedente tranne che per il rilievo del collarino che è poco saliente in confronto al corpo del bossolo)
- scanalato (il diametro del collarino è identico a quello del corpo del bossolo)
- ribassato (il collarino ha un diametro inferiore a quello del corpo del bossolo)
- cinturato (è simile allo scanalato).
L'innesco
Esso è costituito da una piccola quantità di esplosivo che esplode se sottoposta a urto da parte di un agente meccanico; oggi, i principali sistemi di innesco utilizzati sono: a percussione centrale, a percussione anulare. Il sistema percussione centrale utilizza due tipi di apparecchi di innesto che sono: apparecchio bifocale e monofocale. Quello monofocale è formato da tre elementi: pastiglia, capsula e incudinetta. L'apparecchio tipo monofocale è inserito in uno spazio situato al centro del fondello del bossolo e comunica, tramite un foro, con la canna a polvere dove passa la vampata che accende la detonazione. L'apparecchio di tipo bifocale è formato da un contenitore dove si trova la pastiglia che viene collegata alla camera polvere da due o più fuori. Oggi è sicuramente l'apparecchio monofocale e quello più utilizzato in quanto permette una rapida estrazione del innesco usato. Il sistema di innesco a percussione anulare non utilizza nessun tipo di apparecchio disgiunto dal bossolo; la miscela innescata è posta dentro al collarino del fondello e di percussione agisce proprio sul collarino. Per applicare questo sistema è necessario che gli spessori del fondello siano minimi altrimenti si creerebbe una deformazione che non farebbe avvenire la detonazione.
La carica di lancio
La carica di lancio è formata dalla polvere esplosiva che, in chiamata dall'innesco, brucia rapidamente producendo il gas che si espande a causa del calore che viene generato durante il processo di infiammazione e combustione; si genera, quindi,un’altissima pressione che, agendo nel ristretto ambito della camera da polvere, spinge proiettile verso la bocca della canna. E’ durante il percorso, che il proiettile fa attraverso la canna, che subisce una forte accelerazione. Oggi, si impiegano esplosivi di lancio ottenuti dalla nitrazione della cellulosa pura e viene trattata successivamente con dei solventi per renderla più compatta ed omogenea. Questo tipo di cellulosa trattata, è chiamata gelatinizzata. I propellenti che si ottengono con questo procedimento si dividono in due categorie: polveri infumi alla nitrocellulosa gelatinizzata con uso di solventi volatili (in questo procedimento l'esplosivo viene trattato con dei solventi che sono fatti evaporare appena finiscono la loro funzione; le polveri che fanno parte di questa categoria sono chiamate in modo basiche), e polveri alla nitrocellulosa gelatinizzata con solventi non volatili (questi esplosivi restano legati alla nitrocellulosa contribuendo all'esplosione; i propellenti che si ottengono con questo procedimento sono chiamati a doppia base). La polvere da sparo è ottenuta sottoponendo ad un procedimento di macchinazione la materia esplosiva che la riduce in piccoli granuli. La velocità di combustione dipende infatti dalla forma dei granuli. Le polveri che hanno un'alta velocità di combustione sono chiamate degressive mentre le polveri a bassa velocità sono chiamate progressive.
Il proiettile
È l'elemento che deve colpire il bersaglio; quando viene espulso, prosegue la traiettoria della canna e la velocità con cui esso abbandona la volata è chiamata velocità iniziale; mentre percorre la traiettoria, la velocità diminuisce e l'energia cinetica decresce. Quando colpisce il bersaglio il proiettile cede la sua energia ottenendo una reazione uguale e contraria da parte del bersaglio. Il proiettile si distingue in tre parti principali: la base (la superficie sulla quale agisce la pressione esercitata dai gas di sparo), il corpo (è la parte cilindrica del proiettile), l'ogiva (è la testa del proiettile). La base di un proiettile può avere diverse forme in base al tipo e alla funzione che deve svolgere; quindi può essere: piatta (la più comune), scava (la base è a fondo concavo) rastremata (la base del proiettile può essere tronco-cronica, a profilo scalare o conica). Per quanto riguarda il corpo, sulla superficie di molti tipi di proiettili è presente una scanalatura che serve da riscontro per il bordo del colletto nel caso venga effettuato il crimpaggio. Nel caso di proiettili in piombo nudo, vengono praticate, oltre a quella appena citata, altre scanalature che hanno lo scopo di diminuire l'attrito del proiettile con l'anima rigata della canna. Parlando della struttura, il proiettile può presentarsi o ricoperto da una camiciatura, che può essere di vari materiali, o completamente in piombo. La camiciatura ha il pregio di rendere il proiettile indeformabile garantendo quindi sempre il perfetto funzionamento dell'arma. Esistono anche proiettili che hanno una camiciatura o parziale o totale; quelli che ce l'hanno totale hanno un buon grado di penetrazione ed indeformabilità mentre quelli a camiciatura parziale si dividono in due tipologie: a punta solida e corpo in piombo o nudo e a punta molle. I primi hanno un alto grado perforante mentre i secondi fanno espandere il proiettile durante la penetrazione. L'ogiva può essere: emisferica, attesta piatta, a forma di paraboloide, a forma paraboloide con vertice acuminato, a profilo parabolico tronco, conica e troncoconica. Il peso del proiettile viene misurato in grani.
Il potere d'arresto
Il potere d'arresto è la capacità di un proiettile di causare lesioni, sia dirette che indotte, al bersaglio prescelto. Anticamente, il parametro principale di valutazione per indicare la potenza di una cartuccia, era l'energia cinetica che il proiettile riusciva a erogare; oggi, anche se questa teoria, è stata in parte rivista, rimane comunque un elemento di calcolo e importante. Il potere d'arresto può essere condizionato da molti fattori; alcuni riguardano le qualità statiche e dinamiche del proiettile mentre altri riguardano il bersaglio. Ecco perché, proiettili che possiedono la stessa energia cinetica, ma hanno massa il velocità diverse producono, sul bersaglio,1 effetto completamente differente..
Denominazione delle cartucce
Oggi le cartucce vengono denominate nel seguente modo: europeo, nordamericano ed anglosassone. Nel sistema europeo la cartuccia viene identificata tramite due cifre di cui la prima sta ad indicare il calibro mentre la seconda alla lunghezza del bossolo, entrambe espresse in millimetri. Nel sistema anglosassone si adopera l'unità di misura, per esprimere il calibro, dei millesimi di pollice oltre a venire riportati, sulla cartuccia, il nome del costruttore, l'appellativo è il tipo di prestazione. Nel sistema nord americano, il sistema è simile a quello anglosassone ma più complicati in quanto denominazioni antiche e moderne coesistono. Anticamente (ma ancora oggi), si usava un sistema che consisteva nel denominare una certa munizione con due cifre separate da un trattino seguite da alcune sigle che sbrigavano il tipo di arma adatta per quel proiettile. Sia armi corte che armi lunghe sono denominate allo stesso modo.
Giochi militari: Softair (militaria: armi [pistole, fucili], equipaggiamento, negozi, regole)
