2) Composizione, classificazione armi
Composizione, classificazione delle armi da fuoco
Un'arma da fuoco è composto da alcune parti essenziali che vengono completate da congegni e meccanismi. Per parte si intende un elemento dell'arma che può funzionare in maniera autonoma o con gli altri. Per congegno viene inteso insieme di almeno due parti che sono collegate tra loro in modo da costituire un complesso organico che ha una funzione ben definita. Per meccanismo si intende un complesso ordinato di più congegni e parti. Il complesso delle fasi che si susseguono è chiamato ciclo funzionale; un'arma da fuoco ha le seguenti parti essenziali:
- elementi attivi: carica di lancio e proiettile
- elementi resistenti: canna e castello.
Canna: è costituita a un tubo metallico con delle pareti resistenti di un certo diametro, lunghezza e profilo che ha il compito di contenere la pallottola che viene espulsa, tramite l'azione dei gas della carica, e di imprimerle un movimento rotatorio e traslatorio stabilizzante. La canna può essere sia fissa che immobile. Gli elementi che compongono la canna sono:
- esternamente: bocca (è il punto dove fuoriesce il proiettile), vivo di culatta (e il piano dove si appoggia, in chiusura la testa dell'otturatore), sistema d'appoggio e di fissaggio sulla culatta o al castello.
- internamente: camera del bossolo era accordo, camera del proiettile, anima era accordo del free-boring.
La canna, presente internamente un brevissimo tratto cronico con delle pareti lisce chiamato cono di rinforzamento e soltanto dopo inizia la rigatura. Essa è costituita dall’ insieme di pieni e vuoti che danno la rotazione del proiettile garantendogli stabilità di traiettoria. Ogni arma a un determinato tipo di numero, inclinazione, direzione e sezione delle righe. L'inclinazione delle righe formano l'angolo; quando è costante per tutta la lunghezza dell'anima si ha una rigatura e elicoidale mentre se l'angolo cresce verso la bocca si ha una rigatura progressiva. La parte del piano dove si intaglia il proiettile è chiamata fianco di sparo mentre quello opposto è chiamato contro fianco. Viene definito passo la distanza che il proiettile copre, seguendo la rigatura, per riuscire a compiere un intero giro intorno a se stesso: se l'inclinazione è costante anche il passo lo sarà mentre n nella rigatura progressiva passo e inclinazione sono inversamente variabili. Il passo però è vincolato alle caratteristiche del proiettile: lunghezza, peso, calibro, velocità iniziale forma. Per ottenere una stabile traiettoria occorre che il proiettile riesca a fare una rotazione intorno al proprio asse ben determinata.La velocità di rotazione è influenzata dal rapporto tra passo e velocità iniziale: a parità di calibro, più il lungo il proiettile e maggiore dovrà essere alla sua velocità di rotazione e corto il passo.
Calibro della canna: il calibro di una canna ad anima rigata deve essere considerato in base a due aspetti:
- calibro balistico: viene dato dal diametro dell'anima della canna considerato tra due piani contrapposti.
- calibro effettivo: lo stesso di sopra ma tra due vuoti contrapposti.
Per far funzionare la rigatura è indispensabile che il proiettile sia di un diametro leggermente superiore a calibro balistico in modo da poter seguire i pieni per ottenere il moto rotatorio. Nel calibro delle canne ad anima liscia, la misurazione viene fatta ancora con un sistema antichissimo che viene calcolato tramite il numero di palle sferiche di piombo, di diametro identico a quello della canna che viene presa in considerazione, che entrano nel peso di una libbra.
Castello: serve a sostenere la canna e a tenere i meccanismi e i congegni uniti.
Cassa: è la parte integrante o accessori a dell'arma che serve a facilitare l'impiego. Si divide in: calcio, fusto e impugnatura; il fusto e la parte anteriore che avvolge o regge la canna; l'impugnatura e dove vanno appoggiate le mani per effettuare lo sparo; il calcio e la parte che viene appoggiata sulla spalla. Normalmente, nelle armi corte, il fusto è la carcassa stessa del castello; il fatto di non richiedere l'appoggio sulla spalla, comporta che calcio e impugnatura si fondano in un unico elemento. Il calcio, deve formare, insieme all'asse della canna un angolo vicino ai 90°; tale angolo è molto importante in quanto va ad influire sull'internamento dell'arma.
Meccanismo di alimentazione: guida e contiene le cartucce; ne fa parte il congegno di caricamento formato dal serbatoio di cartucce che può essere mobile o fisso.
Congegno di chiusura o di otturazione: serve a mantenere la tenuta dei gas dello sparo aumentando al massimo il fenomeno propulsivo eliminando il problema della dispersione di energia; l'elemento principale è l'otturatore che può essere azionato nei seguenti modi:
- manualmente
- automaticamente
Quella automatica può avvenire:
- tramite azione diretta: uno) sia la canna che l'otturatore rinculano insieme e quest'ultimo può essere lungo o corto; due) l'otturatore rincula mentre la canna resta fissa; tre) l'otturatore resta fisso e la canna si muove
- a sottrazione di gas
I tipi di chiusura si dividono in quattro tipi:
- fissa: l'otturatore si muove o si sblocca soltanto tramite azione manuale.
- labile: è usato soprattutto nelle armi corte e a canna fissa; la chiusura, in questo caso si realizza nel seguente modo: l'otturatore chiude la camera di cartuccia è un sistema di molle impedisce, in un determinato momento, che l'otturatore retrocede a completamente. Al momento dello sparo, le pressioni che si formano agiscono sia sul fondello del proiettile che sulla faccia dell'otturatore. La massa del proiettile viene messa in modo facilmente mentre l'otturatore retrocede qualche tempo dopo dando al tempo al proiettile di percorrere la canna. L'unico inconveniente di tale sistema e che l'otturatore, non avendo alcun appoggio, si apre prematuramente.
- metastabile: è un sistema che vede l'aggiunta di alcuni dispositivi che hanno il compito di unire temporaneamente l'otturatore con la canna.
- assoluto: è il sistema che viene adottato nelle armi che possiedono canna fissa a sottrazione dei gas dall'anima; si ottiene sfruttando in possibilità che ha l'otturatore di fare il suo movimento all'indietro prima che il gas vadano ad agire sulle masse mobili.
Congegno di puntamento: serve a dare la giusta inclinazione e direzione all'arma affinché il proiettile raggiunge il bersaglio prescelto; questo congegno può essere: ad alzo, semplice, ottico e a diottra.
Meccanismo di sparo: è il meccanismo che provoca lo scoppio della carica di lancio e di conseguenza la partenza del corpo. È formato da un congegno di scatto e da un congegno di percussione; quello di percussione può essere: per lancio, speciali o per battuta.
Congegno di estrazione e di espulsione: questo congegno fa in modo che il bossolo venga estratto dalla camera di cartuccia; esistono due tipi di estrattori: aggancio e al leva.
Congegno di sicurezza: serve ad impedire che l'arma spari accidentalmente; può essere ordinario (se viene azionato dal tiratore) ho automatico (si aziona automaticamente).
Accessori: sono tutti quegli elementi che facilitano l'uso, lo smontaggio e il porto dell'arma.
Classificazione delle armi da fuoco
Ci limiteremo a classificare le armi da fuoco portatili, individuali; tali armi si dividono nelle seguenti categorie:
- Per destinazione: da difesa, da guerra, sportive o da caccia.
- Per le dimensioni della canna e l'ingombro: lunghe, corte.
- Per la composizione dell'anima della canna: anima rigata, semirigata o liscia.
- Per il caricamento: a retrocarica o ad avancarica.
- Per l'utilizzazione dei gas della deflagrazione per il funzionamento: in diretta o diretta.
- Per l'alimentazione: a caricamento multiplo o a caricamento singolo; la prima si divide anche in base al funzionamento: ripetizione ad azione manuale, se mi automatica ho automatica.
Qualità delle armi da fuoco
Tutte le armi possiedono delle personali qualità tecnico-costruttive e balistiche; quelle balistiche comprendono:
- gittata massima (è la distanza massima che il proiettile può raggiungere) che può essere condizionata dai seguenti fattori: lunghezza della canna e pressione massima ammissibile; qualità, natura e peso della carica di lancio ed infine dimensione forme peso del proiettile.
- forza viva residua: è data dall'energia che il proiettile possiede al momento dell'impatto con l'obiettivo; anch'essa è influenzata dagli stessi elementi precedenti.
- precisione: è la possibilità dell'arma di realizzare piccole rosate di tiro.
- giustezza: il tiro è migliore quanto più il centro della rosata corrisponde al punto mirato.
- potere vulnerate e penetrazione: la prima è la capacità di infliggere danni al bersaglio mentre la seconda e la capacità che il proiettile ha di introdursi nel bersaglio; esse sono in funzione di: qualità statiche o intrinseche del proiettile, qualità dinamiche ho estrinseche del proiettile, qualità della resistenza del mezzo urtato.
- tensione della traiettoria: l'ideale è che la traiettoria sa molto tesa tanto da avvicinarsi ad una linea retta.
Le qualità tecnico-costruttive sono:
- la maneggevolezza: l'arma deve essere facilmente utilizzate trasportata; questo fattore dipende molto dal peso e dalla organizzazione dell'arma.
- celerità di funzionamento: è la possibilità che l'arma deve dare di poter sparare più colpi possibili in breve tempo.
- celerità di tiro: è collegata alla precedente e può essere misurata dal numero dei colpi che si può sparare nell'unità di tempo senza che l'arma perda il funzionamento e il puntamento.
- sicurezza e semplicità d'impiego che sono caratterizzati da quanto segue: l'arma deve avere poche parti costitutive, i congegni devono essere semplici, l'arma deve essere facilmente scomponibile e ricomponibile, le parti possono essere intercambiabili, i dispositivi di sicurezza devono essere adeguati.
- robustezza: l'arma deve essere necessariamente robusta e deve garantire alla resistenza adeguata durante il tiro.
In definitiva le qualità tecnico-costruttive e balistiche esprimono la potenza dell'arma.
La balistica
È una scienza che ha il compito di studiare il voto del proiettile e tutti i suoi fenomeni connessi; essa si suddivide in: balistica interna, balistica esterna e balistica terminale.
La traiettoria
La traiettoria altro non è che il percorso che compie il centro di gravità del proiettile dal vivo di volata fino al bersaglio; gli elementi che costituiscono la traiettoria sono: origine della traiettoria (è il punto dove inizia il moto del proiettile dal momento che ha lasciato la bocca di fuoco), velocità iniziale (è la velocità che il proiettile era all'inizio della traiettoria), orizzonte dell'arma (e il piano orizzontale passante per l'origine della traiettoria), punto d'impatto (è il momento in cui la traiettoria incontra il bersaglio o l'ostacolo), punto di caduta (è il secondo punto dove la traiettoria incontra l'orizzonte dell'arma), gittata (è data dalla distanza orizzontale tra il punto d'origine e il punto di caduta), vertice (è il punto più alto della traiettoria dove finisce la traiettoria ascendente e inizia il ramo discendente), linea di partenza (è la tangente alla traiettoria dell'origine), linea di tiro (quando l'arma è puntata, è il prolungamento dell'asse della bocca da fuoco), linea di sito (e la retta che unisce il punto d'impatto con il centro della bocca di fuoco), angolo di sito (è l'angolo che viene formato dalla linea di sito con l'orizzonte dell'arma), angolo di proiezione (è l'angolo acuto che forma la linea di proiezione con l'orizzonte dell'arma), angolo di partenza (è l'angolo acuto formato dalla linea di sito è quella di proiezione), angolo di tiro (e l'angolo acuto derivato dall'orizzonte dell'arma con la linea di tiro), angolo di elevazione (è formato dalla linea di sito con la linea di tiro), angolo di rilevamento (è l'angolo acuto della linea di proiezione forma con la linea di tiro), angolo d'impatto (è l'angolo acuto che la tangente della traiettoria al momento del punto di arrivo forma con il piano tangente della superficie del bersaglio), angolo di arrivo (e l'angolo acuto che la tangente alla traiettoria del punto di arrivo crea con la linea di sito), angolo di caduta (è l'angolo acuto che la tangente alla traiettoria del punto di caduta forma con l'orizzonte dell'arma), inclinazione della traiettoria relativamente ad un punto della stessa (e l'angolo acuto che si forma dalla tangente alla traiettoria nel punto considerato con il piano orizzontale del punto stesso), durata della traiettoria (e il tempo che il proiettile impiega dall'origine fino al punto di caduta), derivazione (e la deviazione laterale del proiettile ha rispetto alla linea di mila, normalmente dovuta alla rotazione che viene impressa al proiettile dalla rigatura), velocità di impatto (è la velocità che il proiettile ha al momento che colpisce il bersaglio).
Dispersione del tiro
Quando si spara, soprattutto una serie di colpi, si può notare che proiettili raggiungono il bersaglio con traiettorie diverse; questo fenomeno è chiamato dispersione del tiro e si crea dai seguenti fattori:
- da come è conservata l'arma.
- dal sistema di unione della culatta o del castello e ed dalla e elasticità della canna.
- dalle cartucce
- dall'ambiente
- dal tiratore.
Tutte le traiettorie che vengono formate dai diversi colpi sparati costituiscono una specie di cono chiamato cono di dispersione; lì insieme dei punti di interruzione dei fasci delle traiettorie con il piano stesso formano la rosata di tiro.
Cenni sugli esplosivi
Sono miscugli o sostanze che, se sottoposti a sollecitazioni esterne, subiscono una trasformazione chimica in un breve lasso di tempo diventando sostanze gassose che emanano altissime pressioni le temperature. Sono costituite da il combustibile ed il comburente (ossigeno). La compassione può avvenire nei seguenti modi:
- deflagrazione: in questo caso la sostanza brucia per gradi e per strati successivi.
- detonazione: in questo caso la sostanza brucia in maniera istantanea trasformandosi direttamente in gas e non dando al gas stesso la possibilità di espandersi.
Al momento della detonazione si crea un'onda di pressione la cui velocità è chiamata velocità di detonazione; tra i più comuni esplosivi ricordiamo: polvere nera, nitrocellulosa, cotone collodio, fulmicotone, nitroglicerina, divertiti, gelatina esplosiva, acido bilico,balistite,trinotroluene, nitrato d'ammonio,tretile, nitronaftaline,t4,pentrite e chedditi.
Gli esplosivi sono caratterizzati da:
- potenza (e il danno che l'esplosivo in grado di fare),
- sensibilità (e la capacità di reazione alle sollecitazioni esterne),
- stabilità (è l'attitudine, dell'esplosivo, a mantenere inalterate le proprie caratteristiche nel tempo sempre se conservati in condizioni adeguate).
Classificazione generale degli esplosivi: si classificano in base:
- alla velocità di combustione (detonanti o dei flagranti),
- a secondo della composizione chimica (composti, sostanze, miscele o miscugli),
- a seconda dell'impiego (da scoppio, da lancio, da innesco o da mina).
Giochi militari: Softair (militaria: armi [pistole, fucili], equipaggiamento, negozi, regole)
